Messaggio n° 12 del 25-05-2026
Assunzione Detenuti – Agevolazioni: legge n. 193/2000, nota come “legge Smuraglia”
Nel panorama delle politiche di reinserimento sociale, il legislatore nazionale ha previsto una serie di agevolazioni fiscali e contributive rivolte alle imprese che scelgono di assumere persone detenute. Queste misure, previste dalla legge n. 193/2000, nota come “legge Smuraglia”, mirano a favorire il lavoro come strumento di riabilitazione, offrendo al tempo stesso vantaggi concreti alle aziende.
Le imprese possono accedere agli incentivi se assumono detenuti o internati all’interno degli istituti penitenziari, oppure se impiegano soggetti ammessi al lavoro esterno secondo quanto previsto dall’ Art. 21 dell’ordinamento penitenziario. Anche le persone in semilibertà rientrano nell’agevolazione.
In particolare, l’azienda deve
– stipulare una convenzione con l’istituto penitenziario di riferimento,
– garantire un contratto di lavoro subordinato per almeno 30 giorni
– assicurare una retribuzione conforme ai CCNL comparativamente maggiormente rappresentativi (TEC).
La convenzione regola diversi aspetti, tra cui l’utilizzo gratuito di locali e attrezzature, le spese sostenute dal carcere, le responsabilità civili, le modalità di accesso e ispezione da parte del personale dell’istituto, oltre alla durata e alla risoluzione dell’accordo.
Vantaggio contributivo
Sul fronte contributivo, sono ridotte del 95% le quote a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori relative alle aliquote per l’assicurazione obbligatoria previdenziale e assistenziale dovute ai detenuti o internati assunti all’interno degli istituti penitenziari (da imprese private e cooperative) e quelle dovute ai detenuti ammessi al lavoro all’esterno (in questo caso l’agevolazione vale solo per le imprese cooperative). Anche questo beneficio si può estendere oltre la fine della detenzione, per un periodo variabile (18 o 24 mesi) in base al tipo di regime al quale i detenuti erano sottoposti.
Vantaggio fiscale
Oltre al vantaggio economico derivante dalla riduzione dei costi fissi, l’impresa può beneficiare di un credito d’imposta mensile per ogni lavoratore assunto. L’importo varia in base alla condizione del detenuto: è più elevato per chi lavora all’interno o all’esterno del carcere (Euro 520,00) e leggermente inferiore per le persone semilibere (Euro 300,00).
In caso di contratto part-time, il credito è proporzionale alle ore effettivamente lavorate.
Il beneficio fiscale continua anche dopo la fine della detenzione, per un periodo che può arrivare fino a 24 mesi, a seconda del regime detentivo precedente. Le agevolazioni si estendono anche alle attività formative, purché seguite da un’assunzione immediata per un periodo pari almeno al triplo della durata della formazione. Tuttavia, non sono ammesse le imprese che abbiano stipulato convenzioni con enti locali per attività formative.
Per ottenere il credito d’imposta, le aziende devono presentare una richiesta entro il 31 ottobre di ogni anno alla direzione dell’istituto penitenziario. La procedura prosegue con l’invio delle istanze ai provveditorati regionali e, successivamente, al dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, che entro il 15 dicembre comunica l’importo massimo spettante a ciascuna impresa.
L’elenco dei beneficiari viene pubblicato sul sito del ministero della Giustizia e trasmesso all’Agenzia delle entrate. Il credito può essere utilizzato in compensazione tramite modello F24, esclusivamente attraverso i canali telematici dell’Agenzia, e non concorre alla formazione della base imponibile.
Ricordiamo che per essere titolati a ricevere agevolazioni o benefici, il Datore di Lavoro deve generalmente osservare quanto riportato all’ art. 31 del D.Lgs. n. 150/2015 – DL 30 aprile 2026 n. 62 e quindi assumere in aumento alla propria base occupazionale, rispettare l’applicazione dei CCNL comparativamente maggiormente rappresentativi/TEC (Salario Giusto) e degli accordi integrativi, rispettare l’eventuale diritto di precedenza alla riassunzione di personale con il quale si sono intrattenuti rapporti, essere in regola con la sicurezza sul lavoro e in regola con il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali, con DURC interno regolare.
Il testo di tale messaggio è da considerarsi il frutto di interpretazioni che i professionisti dell’ufficio hanno evidenziato e trascritto, rilevandone le esposizioni da riviste e/o inserzioni, avendo analizzato norme e regolamentazioni, pertanto, per maggiori dettagli e riflessioni in merito alla normativa esposta, è consigliabile condividere con gli stessi, eventuali decisioni pertinenti anche e soprattutto per opportune puntualizzazioni riferite ai casi specifici.