Il DPCM del 16 Marzo 2020 prende in esame le misure a sostegno delle imprese e delle famiglie, vista l’emergenza causata dal propagarsi della pandemia COVID – 19 e le restrizioni che sono state adottate dal Governo al fine del contenimento.

Le misure che sono state adottate nel decreto richiamato intendono aiutare l’economia con strumenti, dei quali è stata data pubblicità negli annunci delle parti politiche e nelle bozze di decreto che sono ste fatte girare anticipatamente all’emanazione.

Riassumiamo di seguito gli argomenti trattati dal decreto di prossima emanazione e alcune delle misure a sostegno delle imprese e delle famiglie:

  • sospensione delle scadenze fiscali a partire dal 16 Marzo 2020
  • sospensione dei mutui per l’anno 2020
  • sospensione dei termini per adempimenti
  • crediti di imposta per aiuti sugli affitti
  • crediti di imposta per sanificazione ambienti di lavoro
  • riduzione delle bollette
  • differimento termini udienze civili, amministrative e penali
  • cassa integrazione ordinaria ed in deroga
  • indennità per professionisti, autonomi e cococo
  • congedo parentale
  • proroga presentazione domande per Naspi e Discoll
  • permessi 104/92
  • premio per lavoratori dipendenti per il mese di marzo
  • voucher baby sitter
  • quarantena equiparata a malattia
  • requisizioni di beni mobili ed immobili per uso sanitario
  • fondi per la produzione di mascherine
  • misure a sostegno delle PMI
  • sospensione dei mutui
  • sospensione versamenti canoni per le ASD
  • indennità ai collaboratori sportivi
  • rinvio di scadenza documenti e revisioni auto

Visto che al momento non ci è data la possibilità di studiare a pieno il testo del Decreto di prossima emanazione, e specialmente per le modifiche che allo stesso possono essere state apportate, riteniamo doveroso portare all’attenzione delle aziende che il sostegno degli ammortizzatori sociali è previsto per ogni tipo di azienda ma è limitato ad uno stanziamento oltre il quale, anche in via prospettica, è stato dichiarato che le domande non verranno prese in considerazione.

Per tale ragione vi chiediamo di anticipare i tempi sullo studio delle richieste che dovranno essere inoltrate alle OO.SS.LL. per l’informazione, l’eventuale consultazione e esame congiunto previsto dalla norma per le aziende sopra i 5 dipendenti. Per tutte le aziende dovrà comunque essere fatta specifica domanda all’INPS per il periodo di cassa integrazione che potrà essere richiesto per il massimo di 9 settimane e tale domanda dovrà essere fatta in funzione delle esigenze aziendali.

Nel caso di chiusura dell’azienda, viene da se’ che la richiesta sarà per l’intero organico con riduzione a 0 ore, mentre per le aziende che non hanno chiuso la propria attività, settore per settore, potranno richiedere l’abbattimento dell’orario lavorativo non per forza in misura uguale (per es. commerciale al 60% – riduzione di 24 ore settimanali, amministrazione 30% riduzione 12 ore settimanali). Durante il periodo di cassa i lavoratori potranno usufruire massimo delle ore richieste.

Vi chiediamo quindi di redigere le domande che vi inoltriamo in allegato, integrarle o eliminare i campi, a seconda delle esigenze al fine di ottimizzare i tempi e richiedere quanto prima il sostegno dell’ammortizzatore sociale.

La richiesta di apertura della procedura potrà subire delle modifiche strutturali secondo quanto verrà stabilito dal Decreto richiamata ma è importantissimo che per il momento ogni azienda verifichi al proprio interno quali possano essere le proprie esigenze in funzione dello strumento messo a disposizione, con la celerità opportuna

Per tutti i punti del Decreto detto Cura Italia rinviamo successivamente all’emanazione ogni riflessione ed informazione.

A cura e relazione Dr. Alessandro Tricarico – Consulente del lavoro a Roma.

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